Plaza de Mayo - Buenos Aires

 

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Plaza de Mayo è la piazza principale di Buenos Aires, costruita nel 1580.

Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici civili e religiosi più importanti della città: il Cabildo de Buenos Aires, la Casa Rosada (sede del governo nazionale), la cattedrale, la sede del governo cittadino e la Banca Nazionale.

Sin dal XIX secolo, la Plaza de Mayo è il centro della vita politica di Buenos Aires, e per estensione dell'Argentina. Il suo attuale nome, che significa "piazza di maggio", commemora la rivoluzione di maggio del 1810, che diede inizio al processo che portò all'indipendenza dalla Spagna nel 1816.

Dagli anni settanta è il luogo dove ogni giovedì le madri di Plaza de Mayo, ovvero le madri dei desaparecidos si ritrovano a commemorare i figli scomparsi.

Congreso - Buenos Aires

Il Palazzo del Congresso della Nazione Argentina (in spagnolo Palacio del Congreso de la Nación Argentina) è l’edificio dove svolgono le proprie funzioni il Senato e la Camera dei Deputati argentini. Il palazzo sorge a Buenos Aires, nella zona delimitata da Avenida Rivadavia, Combate de Los Pozos, Avenida Entre Ríos e Calle Hipólito Yrigoyen, su una superficie approssimativa di 12.000 m².

Il palazzo è in stile greco-romano, frutto dell’accademismo di Vittorio Meano. L’edificio si caratterizza per la sua enorme cupola che raggiunge gli 80 metri di altezza. La costruzione della cupola fu una notevole sfida ingegneristica, visto che l’edificio deve sopportare il peso della struttura che si aggira sulle 30.000 tonnellate. La copertura della cupola è sostenuta da una struttura reticolare in legno che poggia sul tamburo, sostenuto da 4 pilastri in granito. Le altezze delle facciate sono di 27,50 metri dalla parte di Calle Hipólito Yrigoyen e di 23,60 dalla parte di Avenida Entre Ríos e Calle Rivadavia.

 

El emplazamiento frente al Congreso Nacional era originalmente un mercado, había algunas residencias y un molino harinero, que fueron demolidos para abrir una plaza. En esta plaza se destaca el Monumento a los Dos Congresos, en conmemoración del centenario de la Asamblea del año 1813 y la declaración de la Independencia en 1816.

Desde la Plaza de los Dos Congresos y mirando hacia la Avenida de Mayo, se tiene una panorámica de la avenida con la Casa Rosada al fondo.

Frente a la plaza, al oeste, se encuentra el imponente edificio del Palacio del Congreso, lugar de sesiones de las Cámaras de Diputados y Senadores de la nación. Fue construido a comienzos del siglo XX, en épocas de prosperidad y en coincidencia con otras obras de envergadura que pretendían dar a la ciudad el estilo y la altura que merecía por su creciente desarrollo.

Se decidió su construcción en estilo greco-romano simbolizando los valores de la democracia. Ideado por el arquitecto italiano Víctor Meano, luego de despiadadas críticas, fue inaugurado en 1906, tras 8 años de trabajos.

Su interior fue ricamente decorado utilizando nogal de Italia, roble de Eslavonia, cristal de Baccarat y mármol de Carrara. Funciona en él una biblioteca con más de un millón de ejemplares y una completa hemeroteca.

A menudo se lo encuentra semejante al Capitolio de Washington...

 

Parque Rivadavia - Buenos Aires

 

 

 

 

 

 

20.12.2011 – Av. 9 de Julio – Buenos Aires

 

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Commenti: 4
  • #4

    Giancarlo Romani (sabato, 18 febbraio 2012 08:47)

    Una volta tornati in Italia, in vacanza a San Martino di Castrzza abbiamo conosciuto due personaggi stranissimi che poi sarebbero diventati grandi amici. Lui è Ugo Montanari direttore della facoltà di Informatica della Normale di Pisa e sua moglie Norma Lijttmaer, argentina, anche lei informatica e scappata dall'Argentina nel '66 quando la dittatura militare cominciò le repressioni.
    Due personaggi simpaticissimi che a vederli non gli avresti dato un centesimo ma che erano eccellenze a livello internazionale (Ugo pochi anni fa fu insignito da Ciampi della massima onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica per la ricerca).
    Nessuno più di Norma poteva dirci esattamente come stessero le cose in Argentina e lei confermò tutto, raccontandoci cose e facendoci vedere reportage segreti provenienti da organizzazioni antigovernative argentine.
    Nel 1983, caduto il governo militare, fu incaricata dal governo di Alfonsin di creare ed organizzare una scuola di eccellenza di Informatica a Buenos Aires, la ESLAI e lei accettò con molto entusiasmo e fu un grande successo.
    Quando fu a Buenos Aires si rese conto però di quante persone, amici e parenti, mancassero all'appello e quando tornò in Italia ci raccontò la tristezza di quel ritorno.
    Si portò anche sua mamma, ormai vecchia e sola, la quale avrebbe voluto cancellare dalla sua mente quel periodo che aveva vissuto in prima persona.
    Che tristezza ricordare queste cose, ma è giusto non dimenticarle per evitare che si possano ripetere.

    PS. Questo è il link ad uno stralcio di un libro di Ugo, dove racconta questi fatti.
    http://books.google.it/books?id=Ezn6w01zsisC&pg=PA27&dq=norma+lijtmaer&hl=it&sa=X&ei=J1c_T4vEEMXQ4QT4w7T-Bw&ved=0CDMQ6AEwAA#v=onepage&q=norma%20lijtmaer&f=false

  • #3

    Giuliano Barbonaglia (venerdì, 17 febbraio 2012 13:23)

    Ciao Giancarlo. Due anni fa (02.02.2010) visitammo il “Parque de la memoria de las victimas del terrorismo del estado”
    Il Parco della memoria è uno luogo aperto al pubblico situato di fronte al Rio de la Plata a nord della città di Buenos Aires al fine di ricordare le vittime del regime militare del terrorismo di stato conosciuto come il Processo di Riorganizzazione Nazionale (1976-1983).
    Il Parco è ubicato di fronte al Rio de la Plata, sulla Avenida Costanera Norte vicino alla Città Universitaria ed ad uno degli aeroporti militari utilizzati per i voli della morte dove il detenuti scomparsi furono buttati nel fiume e in mare.
    Il monumento alle vittime del terrorismo di Stato si snoda come una ferita nell’enorme prato verso il fiume, dove si trovano i nomi di ciascuno dei dispersi e uccisi, fino ad ora ufficialmente riconosciuti.
    Tuttavia, il destino di molti dei 30.000 scomparsi durante la guerra sporca rimane un mistero.
    Un altro dramma nel dramma sono i bambini, ora adolescenti e giovani adulti, che sono stati strappati dalle braccia delle madri fatte sparire dai militari e che ancora vivono con le loro famiglie adottive (spesso parenti o amici degli assassini dei loro genitori), senza conoscere la loro vera identità.. I loro nonni ed i loro familiari sono ancora alla loro ricerca.
    Qui Cristina ha ritrovato suo cognato e due suoi cugini tutti desaparecidos.
    Al riguardo in questa pagina puoi vedere due brevi video
    http://www14.jimdo.com/app/s573c25dea3218aa9/p7a94b69cb43a4b2d/

  • #2

    Giancarlo Romani (venerdì, 17 febbraio 2012 10:24)

    Le foto di Plaza de Mayo (belle le foto con Cristina) mi hanno fatto tornare alla mente quando, nel 1979 siamo arrivati a Buenos Aires e i cugini di Maria (che abitavano a Flores e frequentavano l'Università) ci raccontarono per la prima volta il dramma dei Desaparecidos.
    A noi sembravano incredibili ed esagerati quei racconti, soprattutto ci sembrava impossibile che in Italia non fosse arrivato l'eco di quel dramma.
    Vista la nostra incredulità e in nostro scetticismo, un giovedi ci portarono in Plaza de Mayo a vedere le Madres de Plaza de Mayo che sfilavano in cerchio per evitare di essere imprigionate per riunione sediziosa e solo allora abbiamo capito la portata di quello che solo qualche anno dopo fu chiaro al mondo.
    Giova ripetere Nunca Mas !

  • #1

    Mauro (giovedì, 16 febbraio 2012 16:47)

    Conosco Buenos Aires. Belle foto e tanti ricordi.