Considerazioni sul personale in generale

Consideraciones sobre el personal en general

Considerations about the staff in general

 

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Le persone meritevoli di essere sempre ricordate:

- Cartiere Italiane Riunite S.p.A. - Serravalle Sesia - VC

  • Dr. Tullio Lo Cascio   (Direttore del Personale Sede di Roma),
  • Dr. Luciano Pasero        (Direttore stabilimento),
  • Rag. Guido Taragni       (mio collaboratore)
  • Prof. Giorgio Girard     (docente universitario e ns. consulente).

- Impregilo S.p.A. (Milano) - Alicura - Argentina

  • Ing. Cesare Covri, amico da allora;
  • Geom. Davide Nasci.

- Impregilo S.p.A. (Milano) - Uribante - Venezuela

  • Dr. Alessandro Bove, amico da allora;
  • Lucio Valero e Guillermo Mombrun  (due nomi di due collaboratori per rappresentare tutti gli amici venezuelani)

- Italstrade - Recchi (Milano) - Karakaya, Turchia

  • Ing. Silvio Gennari (Project Manager),
  • Serdar Uz (traduttore)

- SPEA S.p.A. (Milano) - Adana, Turchia

  • Rag. Sabino Di Nola (Direttore del Personale) SPEA S.p.A. Milano,
  • Ing. Mario Rastelli (Projet Manager),
  • Salih Ates e Orhan Ekinci (Addetti ai servizi generali), 

- Consorzio Italcopò - Parma

  • Ing. Gianfranco Gaviano (Presidente)

- ATIVA S.p.A. - Torino

  • Ing. Luigi Cresta (Direttore Generale e Amministratore Delegato)

Nelle pagine successive, per il lavoro in Italia, ho iniziato a citare (anche in base alla mia memoria) o i collaboratori più meritevoli o gruppi di lavoro.

Per il di lavoro all'estero, il personale è stato citato nella relativa sezione "ESTERO".

Persone che meritebbero di essere ricordate per la loro negatività:

 

E’ naturale che nel corso della vita a volte ci si deve fronteggiare con personaggi dalle caratteristiche non sempre positive.

Per la verità in ambito lavorativo ne ho incontrate non molte di queste persone, salvo che in un paio di cantieri esteri dove sembrava che li avessero concentrato il peggio che il mercato del lavoro estero potesse offrire.

Proprio li sembrava che il Principio di Peter ( in un’organizzazione “meritocratica” ognuno viene promosso fino al suo livello di incompetenza ) trovasse la sua effettiva conferma. Alcuni personaggi erano arrivati proprio al livello di ciò che non sapevano fare.

La situazione era molto appariscente poiché le imprese per queste aree del mondo avevano assegnato certi incarichi di alto livello alle persone meno adatte, e non solo tecnicamente e managerialmente. Pessimi individui.

In tutti i casi è spiacevole doverlo ammettere, ma i personaggi più negativi li ho incontrati proprio sui cantieri italiani all'estero.

 

Tipologie più comuni di lavoratori

Durante tanti anni di lavoro ho avuto modo conoscere una grande varietà di tipologie di lavoratori, che ora qui cerco, in maniera seppur semplicistica, di riassumere:

1. Quelli che in base alla loro grande esperienza, di cui ne hanno fatto tesoro, riescono quasi sempre a risolvere ogni lavoro al meglio (i veri esperti, i superlativi, i migliori).

2. Quelli che fanno il loro lavoro nei tempi e con le modalità previste ( i buoni collaboratori).

3. Quelli che pur non essendo particolarmente dotati, con grande impegno riescono quasi sempre a raggiungere risultati sufficienti (i volonterosi).

4. Quelli che anticipano sempre le scadenze, cioè quelli che arrivano sempre prima. Ottimi elementi che vogliono concludere rapidamente un lavoro. Col tempo, però, possono diventare problematici in quanto hanno difficoltà a lavorare in equipe (i rapidi, i tempestivi).

5. Quelli che producono sempre lavori ineccepibili, ma con una tempistica spesso lunga. Estremamente pignoli e scrupolosi, fanatici dei controlli su tutto ciò che è possibile controllare (non però su se stessi). Essi vogliono dimostrare di essere i migliori di tutti in assoluto (gli altri sono tutti coglioni), stressano se stessi e traumatizzano l’ambiente che li circonda e quindi vengono difficilmente accettati dagli altri. Elementi molto problematici e di difficile gestione (i perfetti, i superbi).

6. Quelli che pur avendo un ottimo potenziale non riescono quasi mai a concludere un lavoro nei tempi previsti (gli inconcludenti).

7. Quelli che dicono sempre di si a tutto ed a tutti, con i rischi di caricarsi di lavoro eccessivo anche di quello di cui non sono preparati ed a volte anche non preposti, di non delegare, di non rispettare le scadenze, di fraintendere le direttive (i sempre disponibili).

8. Quelli che prima di portare avanti un lavoro vogliono cautelarsi contro tutto e contro tutti ( i paraculi).

9. Quelli che sembrano sbattersi molto per l’azienda o l’organizzazione in cui lavorano, ma che in realtà lavorano solo per se stessi e/o per il proprio ego. (non so se definirli opportunisti e/o disonesti sia corretto)

10. Quelli che proprio non vogliono concludere mai niente (i lavativi)

11. Quelli che proprio non sanno concludere mai niente (gli incapaci)

12. Quelli che dicono sempre no (quelli da cacciare al più presto insieme ai lavativi)

13. ….. etc.

Queste sono solo alcune schematiche e rigide classificazioni, perché poi nella realtà ad una tipologia possono aggiungersi altre caratteristiche caratteriali e comportamentali positive e/o negative.

Ognuno di noi, volendo, può identificare una o più persone per alcuni dei suddetti profili.

Per lavoro si intende una decisione, un compito manuale od intellettuale, un idea, un progetto, etc.

 

31.07.2009

 

Servi prezzolati del padrone

Parto da un ricordo legato al periodo di lavoro presso le Cartiere Italiane.

All’inizio degli anni ’70, non avevo ancora 30 anni, all’università di Torino, dove studiavo, prima di un esame sono stato apostrofato con veemenza da un gruppo di studenti proletari (come da loro affermazione), come “servo prezzolato del potere” per il solo fatto che, rispondendo ad una specifica domanda, ho dichiarato di lavorare come responsabile del personale.  Erano altri tempi quelli ed alla mia ferma reazione ho rischiato di essere picchiato.

 

Comunque, al di là di quella mia istintiva reazione per essere stato tacitato per quello che non ero (e che non lo sono mai stato), nella mia vita lavorativa non ho mai agito per massimizzare l’utile dell’azionista al fine, poi, di averne un tornaconto economico o di carriera o per dimostrare la mia professionalità.

Nella posizione di responsabile del personale e organizzazione mi sono sempre adoperato di fare, si, al massimo gli interessi dell’azienda (per cui ero pagato), ma sempre compatibilmente con quelli del personale e tenendo, comunque, sempre presente l'aspetto etico, morale ed umano della questione.

Per questo mio modo di essere, nel passato mi sono a volte scontrato, anche in maniera molto accesa, contro chi rappresentava, a mio avviso, malamente il potere. Non perché lui era il padrone o lo rappresentava io dovevo eseguire supinamente certe direttive senza discuterne i contenuti e le modalità di esecuzione.

 

Ma quanti dirigenti e capi possono dire di non essere o di non essere stati servi prezzolati del padrone o “mercenari al soldo di chi detiene il potere “?

 

E non si pensi, commettendo un vero errore, che io sia di sinistra.

 

01.09.2009

Onore al merito!

Dove? Nelle nostre aziende? Ho dei seri dubbi, in quanto qui c’è troppo clientelarismo e nepotismo.

Molto spesso c’è l’incapacità di valorizzare il merito, in quanto gli imprenditori ed i dirigenti che in azienda contano, quasi sempre sottostimano l’importanza delle risorse umane quale strumento primario per lo sviluppo aziendale.

Il vertice aziendale, poi, è spesso impegnato ad agire per emergere, a pensare alla propria posizione per il proprio prestigio e la propria remunerazione.

Conseguentemente ai livelli inferiori le retribuzioni si assegnano senza valutare le prestazioni del personale e gli obiettivi raggiunti. I premi raramente vengono attribuiti per merito.

 

L’ultima volta che in Italia io ho sentito parlare globalmente ed attivamente di merito, di valutazione del personale, di piani di sviluppo carriere, di incentivazione e premiazione del valore risale agli anni 70 in una azienda con un management particolarmente evoluto e preparato per i ruoli ricoperti, che aveva anche i coglioni per dire di no a chi non meritava e, quando era necessario, rifiutare richieste insostenibili e dire bene al bene e male al male.

A quei tempi il servizio del personale era affiancato da uno psicologo industriale e docente universitario in veste di consulente e formatore.

Lì, inoltre, i problemi non si lasciavano decantare nella speranza che si risolvessero da soli, ma si dovevano affrontare immediatamente non appena se ne veniva a conoscenza.

Dopo di che la premiazione del merito è diventato un grosso problema per le aziende, ma soprattutto per i preposti, che hanno trovato più comodo altri metodi parecchio discutibili, che come risultato hanno fatto emergere problemi e generato scontento generale.

 

Nei cantieri all’estero l’unica eccezione è stato il cantiere di Karakaya nella metà degli anni 80, dove uno eccellente direttore (ing Silvio Gennari) ha sostenuto la proposta della valutazione del personale e la tempestiva premiazione del merito non, però,  in maniera sotterranea ma in modo palese. Egli, poi, non aveva timore di esporsi, ma sapeva dire “bravo” al bravo e “così non va” a chi non raggiungeva uno standard di lavoro accettabile.

Ecco perché nel lavoro mi trovavo proprio bene con lui ed a distanza di 25 anni ho ancora un gran ricordo di lui.

 

Speriamo ora in un cambiamento di rotta.

05.11.2009

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PER APPROFONDIMENTI SU VITA E LAVORO ALL'ESTERO ANDARE A:  

http://www.giulianobarbonaglia.info/estero/



Commenti: 29
  • #29

    emanuele (mercoledì, 09 marzo 2016 10:20)

    operaio edile 2 livello

  • #28

    gaetano (mercoledì, 18 marzo 2015 19:47)

    mi presento sono gaetano autista con pat c-e verrei tanto fare un esperienza estera da ragazzo guidavo e ho fatto gia estero ma solo europa miei colleghi hanno avuto esperienze in altri continenti tutti molto soddisfatti e me ne hanno parlato molto bene e vorrei provare anche perche qui in italia per noi autotrasportatori ce rimasto ben poco spero che almeno lei mi possa indicare o suggerire dove e a chi rivolgermi se puo mandarmi un imal a chieti11@libero.it oppure tel 3396476169 anticipatamente la ringrazio

  • #27

    salvatore (mercoledì, 05 marzo 2014 11:36)

    sono un muratore di caserta svolgo seguenti lavori muratura a faccia-vista qualsiasi tipo di muratura contra-telai ti qualsiasi genere posa marmi tetti di qualsiasi genere rifiniture interne ed esterni buona capacita lettura progettistica se ci sarebbe possibilita di lavoro il mio numero e 3314950539

  • #26

    Giuliano Barbonaglia (mercoledì, 23 ottobre 2013 21:48)

    Caro Tranfo, la ringrazio, seppur in ritardo perchè il suo messaggio mi era sfuggito, per le sue parole.
    Le auguro ogni bene. Un saluto cordiale.

  • #25

    Domenico (mercoledì, 04 settembre 2013 11:14)

    Salve Rag.
    E' tempo di lasciare un saluto seguito da un pensiero di stima spero poterle stringere la mano presto e rinnovarle sempre la mia disponibilità e presenza qualora tornasse utile.!

    D.TRanfo

  • #24

    adi petrariu (venerdì, 26 aprile 2013 15:40)

    Salve. Ho trovato per caso il vostro sito, cerco lavoro in una delle vostre ditte come lavoratore in edilizia
    in attesa di una vostra risposta cordiali saluti

  • #23

    Giuliano Barbonaglia (martedì, 25 dicembre 2012 21:08)

    Salve Pasquale Daino.
    Devo informarla che sono solo un ex lavoratore con una certa esperienza di lavoro sui cantieri esteri, e non solo, ma NON SONO UNA AZIENDA e tanto meno una AGENZIA DI LAVORO! Mi spiace. Saluti e buone feste.

  • #22

    pasquale daino (domenica, 23 dicembre 2012 10:27)

    salve cerco lavoro come geometra in una delle vostre ditte
    in attesa di una vostra risposta cordiali saluti
    da non cestinare

  • #21

    Giuliano Barbonaglia (venerdì, 21 dicembre 2012 00:07)

    Salve Sergio. La ringrazio per le sue parole e per gli auguri che sinceramente ricambio. Buone feste! Un saluto molto cordiale.

  • #20

    sergio (giovedì, 20 dicembre 2012 14:01)

    Dott. Barbonaglia che sorpresa aver scoperto il suo sito per caso, sono da un anno ex dipendente ATIVA, si al contrario di lei, non sono riuscito ad arrivare, alla pensione, infatti mi mancano ancora un po di anni, forse il nome non le risulta nuovo, si ricorderà di me o di mio padre.
    Voglio farle i miei più sinceri auguri di natale a lei e a famiglia, e i complimenti per il suo sito dai contenuti precisi e molto obbiettivi, che riflettono la sua grande serieta e moralità, io dopo 25 anni da impiegato ATIVA non avrei potuto fare di meglio. Distinti saluti

  • #19

    Donato (giovedì, 13 dicembre 2012 15:20)

    Buongiorno Sig. Barbonaglia, mi chiamo Donato e sono sèpsato con 2 figli piccoli da mantenere. Ho 31 anni e da circa 12 anni mi occupo di carpenteria e muratura. Sono diplomato geometra e sono in grado di lavorare in piena autonomia. Sono una persona responsabile e precisa. Dopo 11 anni di lavoro sono stato licenziato per la chiusura dell'azienda. La prego di aiutarmi a trovare un posto di lavoro. sono disposto anche a trasferirmi. Grazie

  • #18

    Giampietro.faggiani (lunedì, 17 settembre 2012 22:07)

    Ho lavorato a karakaija come citofonista al blondig 86/87, magari ci siamo conosciuti.buoni i tuoi approfondimenti sui lavoratori.

  • #17

    Giuliano Barbonaglia (giovedì, 21 giugno 2012 23:46)

    Antonio, Davide lo puoi trovare su facebook qui:
    http://www.facebook.com/davide.nasci.3

  • #16

    Antonio (giovedì, 14 giugno 2012 12:30)

    Se vi è possibile ritrovare il Sig.Geometra DAVIDE NASCI,dipendente di IMPREGILO ancora credo!!!Altrimenti se sapetecome trovarlo ne sarei grato a chi lo fà;Grazie anticipatamente

  • #15

    Giuliano Barbonaglia (mercoledì, 16 novembre 2011 18:35)

    ONORE AL MERITO!!
    Finalmente oggi con l’avvio del governo Monti si è visto trionfare il MERITO.
    Finalmente una vera classe dirigente, almeno così ce lo auguriamo.
    La vera professionalità specifica dei nuovi ministri ha svergognato le nomine politiche di parecchi ministri del governo Berlusconi.
    https://www.facebook.com/note.php?note_id=460799713059

  • #14

    roberto travaglini (venerdì, 05 novembre 2010 09:38)

    Sono daccordo con le analisi fatte da giuliano che ha espresso le sue conoscenze,ed esperienze.io ho notato che dall'italia,c'è una scrupolosa fase di selezione,per il personale operaio,poi quando arrivi sul cantiere,trovi gente di tutti i tipi,gente brava sul lavoro ,ma caratterialmente molto debole,gente improvvisata, senza titoli, e conoscenze, capi reparto, con lunghe esperienze,ma umanamente molto scarsi,penso sia vero ,che la voglia di potere,anche qui'sia al primo posto per tutti. a discapito, del buon senso, e dell'amicizia. una cosa è certa,che se hai carisma e competenza, sei sempre benvoluto.

  • #13

    Angelo Mottarlini (venerdì, 01 ottobre 2010 23:49)

    Oggi più che mai si sente la necessità della valorizzazione del merito.
    Bel lavoro e belle esperienze.
    Saluti

  • #12

    Antonio Canova (giovedì, 25 marzo 2010 18:22)

    Non sono allineato con il pensiero di Fabrizio.
    Lei ha visto le cose molto bene.
    Magari nelle nostre aziende e nel pubblico impiego si parlasse veramente di merito e si desse corso alla valutazione del personale.
    Basta con dirigenti che pensano solo a se stessi, disinteressati alla realtà altrui e timorosi di agire! Valutiamo anche i dirigenti!
    Premiamo il merito e penalizziamo il demerito.

  • #11

    fabrizio giori (martedì, 26 gennaio 2010)

    la prima volta che ho sentito parlare di valutazione del personale è stato tre anni fa, quando un folle ha portato avanti, su indicazione della direzione aziendale, un piano di valutazione e valorizzazione del personale, con l'intento di ottimizzare le qualità e le caratteristiche dei singoli in seno all'organizzazione.
    Povero diavolo...

  • #10

    Giacomo Maggioni (domenica, 29 novembre 2009 23:40)

    Onore al merito. Ottima cosa ma da noi è ancora una illusione per la semplice ragione che i nostri dirigenti, non avendo i coglioni di dire ad una persona che vale poco, preferiscono,come dice lei, barcamenarsi in soluzioni di comodo.
    Bravo. Bella la struttura di questo sito. Interessante tutto quello che ha fatto.

  • #9

    Angelo G. (sabato, 07 novembre 2009 18:46)

    Bello ed interessante sito personale il suo. Buone e stimolanti le sue analisi.
    Siamo stanchi di questo appiattimento di comodo, di vedere colleghi inefficienti trattati come quelli validi, di avere dei capi che non sanno dire bravo o cattivo. Da noi mancano i leader.
    Riferendomi al commento precedente io dico che non lo trasformano in bestia, ma in un individuo estremamente egoista ed indifferente verso chi lo circonda (prima penso a me stesso, poi, eventualmente, agli altri).

  • #8

    Marcello Finotti (giovedì, 05 novembre 2009 14:53)

    E' la scarsezza morale che identifica un "servo del padrone" da un "vero capo".
    L'ingordigia del guadagno trasforma un "uomo" in "bestia".
    Complimenti per il suo lavoro!

  • #7

    Pier Antonio (domenica, 01 novembre 2009 18:17)

    La questione dei "servi del potere" è di estrema importanza ed attualità sia in politica che nelle imprese.
    Essendo un piccolo-medio imprenditore devo ammetterlo che mi viene comodo avere dei quadri e dirigenti con dette caratteristiche, ma nel contempo umanamente mi fanno un pò schifo.
    L'ho trovata facendo una ricerca sul Venezuela.
    Bel sito e belle esperienze di lavoro.
    Se non fosse già in pensione, mi sarebbe piaciuto avere un collaboratore come lei. Complimenti anche per la sua integrità morale e per le sue chiare idee.

  • #6

    Paolo Masi (giovedì, 08 ottobre 2009 22:15)

    Il suo sito l'ho trovato parecchio interessante.
    Con le sue tipologie dei lavoratori ho identificato con facilità molti dei miei colleghi.

  • #5

    Francesco F. (domenica, 20 settembre 2009 19:27)

    Come dirigente condivido queste sue analisi.
    I servi del potere sono purtroppo ovunque.

  • #4

    Giuliano Barbonaglia (mercoledì, 09 settembre 2009 21:44)

    Gaetano, il problema sta proprio nella qualità dei capi relativamente alla loro formazione, preparazione, attitudini, personalità ed atteggiamenti.
    Il secondo problema sta nelle motivazioni, nelle modalità e circostanze per cui è stato nominato capo.
    E’ stato promosso per meriti o per altre ragioni?
    Per assurdo per essere un buon capo basta solo evitare di fare quello che fanno i capi peggiori.
    Le doti di un ottimo capo (senza dilungarci troppo) dovrebbero in sostanza essere:
    - saper sostenere i propri collaboratori alla ricerca scelte e soluzioni innovative, dando il giusto valore alle idee e proposte di tutti;
    - saper delegare compiti e responsabilità;
    - essere in grado di valutare obiettivamente il proprio personale, puntando su un piano continuo di sviluppo e miglioramento individuale e di gruppo;
    - saper gestire al meglio il proprio gruppo di lavoro e sostenerlo sempre di fronte a tutti;
    . avere leadership; intelligenza, carisma, autodisciplina;
    - etc,

    Spesso i non buoni capi dimenticano facilmente di quando erano in posizione subalterna.
    La sua domanda è quanto mai attuale: che persone sono lontano dalla loro poltrona di potere e di comando?

    Apprezzo il suo non timore ad esprimersi, cosa invece che manca a molti dei suoi colleghi che io ben conosco, sempre preoccupati di non esporsi mai.
    Buona serata.

  • #3

    Giuliano Barbonaglia (mercoledì, 09 settembre 2009 20:38)

    Gianni, per cortesia, mi scriva nella pagina "contatto". Grazie.

  • #2

    Gaetano (mercoledì, 09 settembre 2009 08:41)

    In tempi di crisi si parla tanto di sostenibilità e risorse...credo che l'unica risorsa sostenibile e non esauribile ed il vero bene economico sia la conoscenza, più si usa più aumenta!!! Tanti capi però non permettono l'uso di tale bene ai propri collaboratori,
    le scelte del capo sono insindacabili e vanno seguite...sempre e comunque. Questi capi, prima di essere lavoratori sono
    uomini...ma che uomini sono...che persone sono nella vita di tutti i giorni, lontani dalla loro poltrona? Mah...non so...!

  • #1

    Gianni (martedì, 08 settembre 2009 21:34)

    E' tutto vero quanto lei afferma.
    Alle cartiere io sedevo dall'altra parte del tavolo.
    Tanti Auguri.