Un po’ di storia Argentina

 

Anno 1516 Primo sbarco spagnolo in Argentina ed il navigatore spagnolo Juan Díaz de Solís, impegnato nella ricerca di un passaggio a sud-ovest per le Indie Orientali, giunse presso il Rio de la Plata, rivendicandone il territorio circostante alla corona di Spagna. Il navigatore italiano Sebastiano Caboto, anch'egli al servizio della Spagna, esplorò l'estuario nel 1526 e quindi le regioni interne, dove si spinse fino al fiume Paraná

Nel 1544 Argentina compare sulle carte geografiche con il nome di Terra Argentea, dal nome del metallo presente in grande quantità nel territorio.

1776 inizia lo sviluppo economico di Buenos Aires che prospera come capitale politica ed economica del nuovo Viceregno spagnolo di Río de la Plata.

Il 9 luglio 1816 il Congresso dei delegati di Buenos Aires e delle altre province argentine dichiara l'indipendenza dalla Spagna. La nuova formazioni statale viene denominata Province Unite del Sudamerica, in seguito rinominata Province Unite del Río de la Plata.

La Repubblica Argentina non naque in questa occasione, ma solamente nel 1853 quando verrà adottata la nuova Costituzione Federale.

Anno 1817 José de San Martín difende l'indipendenza dall'Argentina sconfiggendo le armate spagnole nel vicino Chile.

Nel 1853 viene proclamata la nuova Carta Costituzionale che istituisce in Argentina una confederazione di stati , alla quale Buenos Aires non aderì che nel 1862.

Anno 1877 l'Argentina inizia ad esportare le sue produzioni agricole in Europa. La ricchezza derivata da queste esportazioni fanno dell'Argentina negli anni '20 del 1900, uno dei paesi economicamente più floridi. Questa nuova prosperità economica fa dell'Argentina una delle mete più ambite dalla popolazione migrante.

Anno 1912 l'Argentina è il primo paese sudamericano a adottare il suffragio universale maschile, eliminando le limitazioni in base alla ricchezza e all'alfabetizzazione

Anno 1946 il Colonnello Juan Perón viene eletto Presidente, grazie anche alla sua politica attenta alle condizioni di vita dei lavoratori. La sua popolarità e la sua influenza crescono anche grazie al sostegno della sua seconda moglie Eva Duarte de Perón (Evita). Nonostante non abbia mai assunto formalmente cariche di governo Evita fu il ministro della Salute e del Lavoro, creò un'associazione nazionale di assistenza, e concesse considerevoli aumenti ai salari dei sindacati, ricevendo il loro sostegno.

Anno 1947 diritto di voto esteso alle donne

Anno 1955 l'opposizione all'autoritarismo crescente di Perón, porta ad un colpo di stato militare tre anni dopo la morte di Evita. Perón fugge in Spagna ed i militari prendono il potere, dando inizio ad un lungo periodo di dittatura militare con brevi intervalli di governo costituzionale.

Anno Perón ritorna al potere nella speranza di rivitalizzare l'Economia Argentina. Accompagnato dalla sua terza moglie Isabel Martínez de Perón. Muore l'anno seguente.

Anno 1974 gli succede la moglie Isabel , fino a quel momento vicepresidente. Isabel, detta Isabelita, è a capo di un paese prossimo al collasso economico e politico.

Il 24 marzo 1976, un golpe attuato da una giunta militare conduce al potere il Gen. Jorge Rafael Videla ed impone la legge marziale.

Migliaia di oppositori al regime sono illegalmente imprigionati, torturati, ed giustiziati . Inizia quella che divenne nota come Guerra Sporca. Il bilancio di questa violazione dei diritti dell'uomo è terribile : 2.300 omicidi politici, oltre 10.000 arresti politici e la scomparse di 30.000 persone ( desaparecidos )

Anno 1981 Videla viene deposto per mano di Roberto Viola, a cui a sua volta successe il Gen. Leopoldo Galtieri.

Il 2 Aprile l'Argentina invade le britanniche isole Falkland, conosciute in lingua spagnola come Las Islas Malvinas. La guerra per il possesso delle isole disastrosa in partenza, è vinta dall'Inghilterra. Galtieri che aveva promosso l'azione militare per aumentare la sua popolarità si dimette. Ritorno a un Governo di civile eletto democraticamente.

Anno 1983 in Argentina torna la democrazia  Il nuovo Presidente, Raúl Alfonsín, apre un'inchiesta sulle atrocità commesse dai regimi militari. Gli anni '80 furono gli anni dell'inflazione che condizionò enormemente la vita del Paese: frequenti furono i "levantamientos" dei "milicos" o "bichos verdes" (i militari), i quali minacciavano di ritornare al potere se non si fossero "risolti i problemi".

Alfonsin fu costretto da queste pressioni economiche e politiche ad emanare le discusse leggi di "obediencia debida" e "punto final", che scagionavano e amnistatiavano i militari da ogni crimine commesso sotto la dittatura. Avrebbero dovuto pacificare il Paese dopo i dolorosi anni del regime militare e mettere al riparo la democrazia da possibili colpi di mano dell'esercito.

l'Argentina in collaborazione con Brasile, Paraguay ed Uruguai fonda il "Southern Cone Common Market" comunemente chiamato Mercosur , un organizzazione di libero scambio economico. Bolivia, Chile, e Peru sono oggi membri associati.

Nonstante questi tentativi di risollevare l'economia, la situazione del paese è drammatica.

Anno 1989 La drammatica situazione dell'economia ha favorito il rivitalizzarsi del populismo e ha portato all'elezione di Carlos Menem.

Il nuovo Presidente Menem adotta misure economiche di emergenza: mette in atto un piano di austerità economica con vari interventi di privatizzazione delle aziende pubbliche, tagli alle spese sociali, deregulation in diversi settori e puntando anche sull'arrivo di capitali stranieri. Menem dimostrò da subito un'incredibile docilità nei confronti dei diktat del FMI e degli Usa, e si lanciò in un politica decisamente NEOLIBERISTA. L'obiettivo della sua politica era privatizzare il più possibile per eliminare la spesa pubblica e conseguentemente per estinguere il debito estero.

Egli riuscì a riportare l'inflazione a livelli impensabili pochi anni prima.

Ma le riforme ebbero però pesanti costi sociali : aumento della disoccupazione e della povertà, deficit della bilancia commerciale.

Nei primi anni '90 l'Argentina sembrò uscire dalla crisi perenne e la ricchezza sembrava alla portata di tutti. Menem istituì la parità peso-dollaro, che ancorava al rapporto 1-1 la moneta argentina a quella statunitense. L'effetto immediato fu quello della cancellazione dell'inflazione che valse a Menem la rielezione. (1995 ) .

Dal 1995 in poi si è parlato di "Miracolo Argentino", di "tigre economica sudamericana", di "mercato emergente senza controindicazioni" in riferimento alla apparente rinascita economica dell'Argentina . Ma l' economia liberista adottata, completamente in mano al capitale straniero privato, fece pagare il suo costo soprattutto alle classi lavoratrici: licenziamenti facili, taglio dei sussidi economici e della spesa sociale. La massa dei poveri aumentò esponenzialmente cancellando la classe media. I dieci anni di governo menemista, infatti, sono stati contrassegnati da livelli record di produzione e di crescita economica, ma anche da un raddoppiamento del debito estero, dalla svendita dell'infrastruttura del paese e da una corruzione generalizzata

Anno 1999  elezione di Fernando De La Rua impegnatosi nella lotta alla corruzione e nella ripresa dei processi contro numerosi esponenti della dittatura militare. Ma il nuovo presidente si dimostrò ben presto poco capace e la coalizione si sfaldò quasi da subito. La crisi politica "costrinse" De la Rua a chiamare l'ex ministro menemista Cavallo e tanti altri convinti sostenitori del neoliberismo. Inutile dire che queste politiche soddisfacevano sia Washington che il FMI che, infatti, elargì un altro grosso prestito miliardario. E le transnazionali economiche cominciarono un po' alla volta a fare le valigie per trasferirsi in Brasile, lasciando l'Argentina allo sbando.

Dicembre 01 Argentinazo In dicembre, venne decretato lo stato d'assedio. Nel paese scoppia la protesta di piazza , costringendo alle dimissioni ben 3 presidenti nel giro di una settimana (De la Rua, Puerta, Saà).

25.05.2003 Eletto nuovo presidente Nestor Kirchner. Non appena insediato alla Casa Rosada di Buenos Aires il nuovo Presidente ingaggia una grande offensiva, mai vista prima in terra Argentina, alla CORRUZIONE dominante nell'amministrazione pubblica .

Ha mostrato in sostanza un decisionismo e una fermezza inediti sostituendo gran parte dei vertici militari e della polizia , troppo coinvolti con il passato regime; e mostrando un atteggiamento forte ed indipendente nei confronti del FMI e degli organismi finanziari internazionali , ai quali ha dichiarato l'intenzione di rispettare scadenze ma non a scapito della sopravvivenza della popolazione argentina .

Il Fmi ha finito per accordargli una dilazione di tre anni, in cambio di misure di controllo dell'inflazione e del bilancio assai più generose di quelle che usualmente vengono imposte ai debitori.

14 .08. 03 Il governo argentino ha ratificato la Convenzione internazionale sull'imprescrittibilità dei crimini di guerra e lesa umanità delle Nazioni Unite.

Il ministro della giustizia Gustavo Bèkiz ha annunciato la firma del Protocollo da parte del presidente Néstor Kirchner. Il provvedimento vuole impedire l'impunità per episodi del passato recente argentino.

Il giorno seguente la Camera ha votato a grande maggioranza la legge che dichiara « insanabilmente nulle» le due leggi del Punto final e della Obediencia debida, gli obbrobri giuridici (ed etici) con cui nell'86 e `87, il presidente radicale Raul Alfonsin, sotto la pressione dei carapintadas golpisti, aveva sancito l'impunità per migliaia di killer che negli otto anni della dittatura militare dal`76 all'83 si resero responsabili di un bagno di sangue di 30 mila desaparecidos.

Il 25/8/2004 la Corte Suprema di Giustizia dichiara la imprescrittibilità dei crimini contro l'umanità.

 

Continua…